lunedì 23 marzo 2009

Comunità di Pace di San Josè de Apartadò: dodici anni di costruzione della speranza



DODICI ANNI DI COSTRUZIONE DELLA SPERANZA
Questi dodici anni sono un momento di riflessione per far fiorire la speranza. Momenti tanto oscuri come quelli che viviamo ci richiedono più volontà e azione per costruire questa speranza, questa si realizza soltanto quando rendiamo possibile ciò che crediamo impossibile, solo in quel momento assume senso la speranza e assumono valore questi dodici anni.
Sappiamo che ci troviamo in un mondo sempre più avverso, in un paese come il nostro, dove si è perso il rispetto per la vita, dove l’impero della morte è quello che regna in ogni luogo, la logica del più forte, della menzogna, delle armi è ciò che regna, un paese dove ci guardiamo intorno e ci imbattiamo solo in questa logica e in questa struttura paramilitare che è semplicemente l’odore costante della morte e del sangue, che agisce a suo piacimento con tutta la legittimità che le ha concesso uno Stato che ha operato secondo questa linea di morte e di violenza.
Guardarsi intorno è quasi cadere nella disperazione, perdendo il senso e abbandonando la lotta per una vita degna ed è quasi la prima sensazione che proviamo nel nostro paese quando a trionfare e a farsi strada ovunque è questa logica di morte. Sentiamo ogni giorno la solitudine di fronte a tanta gente che si adatta, che retrocede o che opta per questa legge del più forte, di quello che vince di più. Siamo luci quasi in estinzione davanti ad una specie di nebbia che avvolge tutto e che avanza in molti cuori e in molte coscienze. Nonostante ciò, nonostante tante avversità, la speranza sta nascendo ogni giorno, ogni mattina, ogni sera, perché è necessario rinnovarla per non lasciare che si estingua questa luce di vita che nasce da questa speranza.
Questi dodici anni di resistenza civile ci impongono di rinnovare e di far fiorire ogni giorno la speranza che l’impossibile sia possibile, che la vita possa fiorire, che un mondo differente si possa costruire oggi nelle diverse parti del mondo, lì dove i cuori che amano la vita rifiutano di consegnarsi alla logica della morte ed è stato in questi dodici anni di cammino che la solitudine e il freddo della morte sono stati penetrati dal calore della vita e dall’ unità delle voci che credono in un’umanità differente.
Questi dodici anni sono stati una speranza costruita su solide basi, su progetti di vita reali e alternativi che sono stati accecati dal terrore degli assassini, ed è per questo che la memoria delle 185 persone assassinate della nostra comunità continua ad essere più viva che mai tra tutti noi che crediamo nella giustizia.
Questi dodici anni ci permettono di riaffermare la nostra posizione contraria all’impunità e di chiedere giustizia per le più di 750 violazioni dei diritti umani che sono state commesse contro il nostro processo. Siamo un chiaro esempio di annichilimento che si è perpetuati e che continua a perpetuarsi contro le comunità in resistenza civile nel nostro paese. Però, nonostante tutte queste azioni di terrore, le menzogne, le condanne, le morti, le violazioni, le distruzioni dei raccolti, le minacce, la nostra speranza resta viva perché non sono dodici anni di solitudine, ma sono dodici anni accompagnati dal calore vitale di molte persone che credono in una nuova umanità e che non ci hanno lasciati soli, ma che al contrario, camminano con noi giorno dopo giorno.
Questi dodici anni di memoria, di vita, di resistenza civile e di dignità hanno basi solide, come quelle di altre comunità nel nostro paese che costruiscono verità; sappiamo che coloro che camminano e coloro che accompagnano la vita in tutto il mondo faranno sì che un giorno esisterà la giustizia, e che saranno giudicati gli autori di tante atrocità come fonte per costruire un mondo di pace. Sono questi elementi etici e morali in favore della vita che ci danno la forza di non mollare e di unirci in questo ardore che genera una nuova umanità in diverse parti del mondo.
Alle tante persone che hanno camminato per tutti questi anni seminando questa speranza e aprendo alla morte spazi di vita per mezzo delle loro azioni solidali, tante grazie e che questo sia un momento per riaffermarci e per continuare a costruire una logica guidata dal sentimento della vita.

COMUNIDAD DE PAZ DE SAN JOSE DE APARTADO
Marzo 23 de 2009
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